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Tutte le fatiche verranno portate via dalle onde

Amo la montagna. Non l’ho sempre amata. In realtà l’amavo senza saperlo. Ho sempre sentito la sua presenza.

E’ iniziato tutto più o meno 10 anni fa. Tempi di cambiamenti: casa, amori, amici, soggiorni all’estero.  E da allora la passione non mi ha più lasciato.

Ogni mattina pedalo da casa a lavoro sulla ciclabile lungo mare. Ma non era un articolo sulla montagna?

Lasciate che vi spieghi..Vivo in Versilia e ogni giorno, quando da Viareggio attraverso il ponticello in legno sulla Fossa dell’Abate, che segna il confine con Lido di Camaiore, guardo alla mia destra e vedo il Monte Prana, il Monte Matanna, il Gabberi, l’Altissimo. …Sono le Alpi Apuane. E poi mi giro a sinistra e trovo il mare e la spiaggia.

Il Monte Gabberi potrebbe essere il vostro inizio: una semplice escursione che vi trasmetterà quella  gioia che provo ogni mattina quando guardo il profilo rassicurante delle Alpi Apuane e il mare aperto.

Guardando il monte Gabberi dalla costa vedrete una sorta di panettone boscoso con alcuni affioramenti rocciosi, ben diverso dal profilo più spigoloso delle altre cime apuane, e sul versante settentrionale  uno strano monolite, noto come Pietralunga, sotto il quale si narra sia sepolto un tesoro. Numerose sono le leggende sulle Alpi Apuane, ma oggi continuiamo con la nostra escursione.

Il Gabberi è una vera e propria terrazza sulla Versilia e uno dei punti più panoramici delle Ali Apuane meridionali: dalla vetta si può vedere tutta la costa tirrenica da Viareggio fino a La Spezia, Il lago di Massaciuccoli, la valle di Camaiore, Stazzema, e altre cime apuane.

Per raggiungere la sommità (m. 1108) ci sono diversi itinerari abbastanza semplici. I miei preferiti sono dalla Loc. La Culla e da Trescolli.  Del primo amo l’inizio: un sentiero che passa attraverso un fitto bosco di lecci, rocce coperte da muschi, piante di agrifoglio e muri a secco. La sensazione è quella di attraversare un bosco incantato, dove strane creature potrebbero apparire da un momento all’altro. In lontananza effettivamente qualcosa appare, ma è solo un gruppo di case. Si tratta di un antico borgo contadino abbandonato dove ci sono ancora pozzi di raccolta dell’acqua piovana e vasche scavate nella pietra.  Siamo a Case ai lecci. Il secondo itinerario si sviluppa quasi tutto nel bosco ed è adatto anche in estate quando fa caldo. Inoltre il dislivello è minore quindi perfetto anche per chi è meno allenato.

Per i dettagli del percorso vi consiglio di visitare questo ottimo sito www.escursioniapuane.it e nello specifico per il primo itinerario  http://www.escursioniapuane.com/itinerari/itinerario.aspx?Id_Itinerario=163. e per il secondo http://www.escursioniapuane.com/itinerari/itinerario.aspx?Id_Itinerario=30

Ora non vi resta che provare! E se passate da queste parti in estate, un ultimo suggerimento. Dopo l’ascesa non c’è niente di più bello che un tuffo in mare!

Tutte le fatiche verranno portare via dalle onde.